Meno uno

Ho esattamente tredici minuti per scrivere questo post, altrimenti mi perderò il pullman sia oggi che domani (visto che non avrò tempo per comprare il biglietto). Bando alle ciance: domani esce Amen, fra due giorni sarà il mio compleanno e fra ventisei ore sarò a tagliarmi i capelli. Tutti eventi eccezionali avvalorati dall’articolo che da TgCom non ti saresti aspettato:  una bella intervista a Francesco Bianconi,  a cui viene dato anche un giusto risalto. Una breve paronamica sulle tracce principali dell’album e qualche spunto di attualità: la scena indie, per i Baustelle, è sempre più lontana. Ora devo scappare (con due minuti d’anticipo).

Il peggio è che ormai non ci stupisce più

Ma mai ci saremmo aspettati qualcosa di vagamente vicino alla professionalità

Era così che commentavo un paio di giorni fa il comportamento di TgCom, tra l’altro chiedendomi se non fossi stato fin troppo duro; evidentemente invece non andavo così lontano dalla realtà, visto la decisa caduta di stile che ha prontemente segnalato il DaveBlog: un po’ tutti avevano pronto il coccodrillo, ma almeno hanno avuto l’accortezza di correggerlo e rileggerlo.

Il successo (?) di TgCom invita a riflettere

TgCom, in modo decisamente poco professionale (ma mai ci saremmo aspettati qualcosa di vagamente vicino alla professionalità), sbandiera in prima pagina i risultati da record, soprattutto i 4 milioni e mezzo di visitatori unici in un mese, dati senza dubbio importanti ma non certo primati assoluti (Repubblica.it ne ha più del doppio, nove milioni e mezzo). Quello che invece pare più interessante sono i dati riservati alle varie sezioni: a trionfare, con oltre 19 milioni di pagine viste, è la categoria gossip, seguita a debita distanza dalla ben più importante cronaca (13 mil.) , della photogallery (12) e dalla pagina degli spettacoli (9).

Sinceramente non so quanto si possa andar fieri di dati del genere: TgCom è la versione online di Studio Aperto e questi dati ne sono una testimonianza. Il gossip regna sovrano, la cronaca tira soprattutto per i casi più neri, la photogallery il più classico dei servizi-scusa per mostrare carne fresca (e loro lo sanno bene): così come gli ascolti premiano, parzialmente, lo pseudo tg di Italia1, le visite favoriscono TgCom.