X Factor, quinta puntata.

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Quinta puntata (di già!), ennesima eliminazione (quella di Mario), ennesima entrata (quella della “banale” [cit.] Cristiana) e soprattutto un dubbio al quale sarà difficile rispondere: dovrebbe andarsene prima Mara Maionchi o Claudia Mori? In effetti le due donne della situazione, ieri sera, si sono date da fare per far rimpiagere la Ventura: la Mori ha continuato con il suo giochetto – ormai insopportabile – delle “critiche inutili”, del “criticate sempre gli altri e mai i vostri” e quello cominciato la scorsa settimana del “Morgan, organizzavi le eliminazioni a tavolino con la Ventura”. E ovviamente, come in ogni puntata, se ne è uscita di nuova con la minaccia di lasciare il programma. Mara Maionchi invece, il cui unico compito sembra  quello di dire parolacce random tanto per accattivarsi le simpatie del pubblico generalista (che, sinceramente, dopo tre anni comincia pure a stancare), ha colpito di nuovo con le sue eliminazioni folli. E la vittima stavolta è stato Mario Spada, che pur non essendo il più bravo là dentro, meritava senz’altro di continuare il suo percorso; considerando poi che a sfidarlo c’era Sofia (reduce da un ballottaggio settimana precedente, un’esibizione così e così in gara ed un’esibizione finale inferiore a quella di Mario), la decisione di eliminare il ragazzo di Morgan non trova alcun senso. Se non che c’era bisogno – come sempre – di colpire la squadra più forte. In generale le scelte finali della Maionchi hanno sempre penalizzato i concorrenti di Morgan e a puzzare ancora di più è la giustificazione utilizzata per far fuori Mario: “mi piacete entrambi, quindi giudicherò solo l’esibizione di stasera”. La stessa identica scusa che utilizzò per eliminare Noemi contro l’oggettivamente – e discograficamente – inferiore Jury. E’ proprio in quest’ottica che la pesante accusa di Morgan (ovvero che la Maionchi non sappia fare il proprio lavoro di discografica) trova un inaspettato consenso: se tutti gli artisti da lei supportati fuori e dentro X Factor hanno clamorosamente floppato (su tutti Tony Maiello che lei ha personalmente prodotto con un EP passato totalmente inosservato) e vanno invece alla grande quelli che boccia, quale credibilità può avere la “straordinaria discografica” Mara Maionchi? Sperando che almeno i The Bastard Sons of Dioniso – che escono domani con il nuovo singolo “Mi par che per adesso” – possano risollevare una situazione non così rosea.
Unica nota positiva della puntata di ieri è stata l’ospitata di Mika: bravo (e tanto), divertente e sopratutto assolutamente ben disposto nei confronti del programma. Nel suo ruolo di quarto giudice (e quanti ospiti stranieri si sono prestati in tre edizioni?) ha dimostrato di essere più adeguato di almeno due terzi dei giudici là presenti. Mica male.

X Factor, si ricomincia /3

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Oggi è stato svelato il cast completo dell’ormai imminente terza edizione di X Factor: una selezione non facile perché, come ammesso dalla Mori, quest’anno i casting non sono stati di altissimo livello. Sorprendenti soltanto i Gruppi, così e così gli Under 24 (ma i quattro finalisti sono parecchio forti), decisamente male gli Over (con un paio di pezzi forti in tutto). Di seguito – come di consueto – una prima provvisoria e totalmente inaffidabile analisi: Continua a leggere

X Factor: quattordicesima e ultima puntata

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Finalmente abbiamo un vincitore: Matteo Becucci si è portato a casa il premio della seconda fortunata edizione di X Factor. Un’avventura, la sua, partita forse un pò in sordina, ma presto decollata tanto da farlo arrivare in finale con la consapevolezza di non essere più soltanto un outsider. La vittoria di Becucci segna anche la “sconfitta” (per quanto il secondo gradino del podio possa definirsi tale) dei favoritissimi alla vigilia Bastard Sons of Dioniso: soltanto una manciata di voti (sedici su sessantamila, praticamente nulla) ha separato i trentini dal contratto con la Sony. Un vero peccato, non soltanto per la band, ma anche per Matteo che alla fine si è portato a casa un pareggio. Ma, per favore, non parliamo di “pubblico di Rai Uno”: il televoto ha rispecchato quanto deciso in 13 settimane e i conteggi ripartiti da zero dopo mezzanotte non potevano che sfavorire il livornese. Insomma, diamo al Becucci i meritati onori: sembra quasi paradossale che gli stessi che – giustamente – applaudono e tifano Susan Boyle, attacchino il talento nostrano bollandolo come “poco pop star” o “troppo classico”. Ma per favore.
Anche perchè Matteo, in fin dei conti, è stato il migliore della serata: assolutamente convincente il duetto con Cocciante, straordinario (e già in odor di vittoria) con Somebody to love, impeccabile nel seppur debole inedito Impossibile. E, sembra impossibile, ma il talento nudo e crudo per una volta ha vinto.

I The Bastard Sons of Dioniso invece ieri hanno convinto a metà: sempre bravi in Contessa e nella loro L’amor carnale (che, assieme a Noemi, rimane il mio inedito preferito), ma da rivedere nelle altre esibizioni. Il duetto con Elio e le storie tese è stato assolutamente divertente, ma i due gruppi non c’azzeccavano molto insieme: magari in finale avrebbero dovuto mostrare più la loro bravura nel cantare/suonare che nell’intrattenere. Non eccezionale invece la cover dei Beatles. Peggiore della serata, Jury. Oltre ad avere un’inedito insensato, è riuscito a distruggere pure La mia storia tra le dita assieme a Gianluca Grignani. Decisamente più carina (ma senza esagerare) la sua versione di A chi.

Insomma, la seconda edizione di X Factor è finita. E’ rimasto solo il Galà, un eventuale concerto trasmesso in tv, l’altrettanto ipotetico tour estivo e i dischi dei semifinalisti e Noemi in uscita Venerdì prossimo. Quindi, in attesa della prossima edizione già confermata per Settembre, possiamo goderci Italian Academy 2!

X Factor: tredicesima puntata

L’ho scritto su Twitter e qua lo ribadisco: essere i preferiti del sottoscritto non paga e la rosa dei finalisti di X Factor lo dimostra. Matteo, The Bastard Sons of Dioniso e Jury si contenderanno il premio finale, mentre ad uscire ad un passo dalla finale è Daniele. E, strano a dirsi, mi dispiace: il siciliano dalla presenza televisiva insostenibile, specie nel ballottaggio contro Jury, non meritava di uscire. Non meritava sia per l’inedito tutto sommato carino e soprattutto perché a sfidarlo c’era il più grande “bluff” di questa edizione: Jury Magliolo. Avrà pure la faccia da popstar, ma nelle ultime esibizioni ha mostrato tutti i suoi limiti: scarsa presenza sul palco in Qualcosa di grande, voce non eccezionale con Rod Stewart, poca umiltà durante i giudizi, intonazione tutt’altro che perfetta nel ballottaggio e sopratutto scarse capacità compositive nel suo inedito. Mi fai spaccare il mondo, al di la dell’irritante titolo giovanilistico, è una canzone vecchia dentro: è la semplice riproposizione dei soliti cliché della canzone ggiovane, senza però spiccare né nella melodia né tantomeno nel testo. Il peggior inedito dei quattro, senza dubbio.
Quello di Daniele Magro invece (No) è sulla carta il più forte: orecchiabile, fresco, vagamente alla Alexia. La storia ci ha insegnato però che non sempre i brani del genere funzionano alla grande, specie se affiancate a strofe così deboli: solo il supporto (massiccio) della radiofonia può salvare Magro dall’oblio.
Matteo invece ha presentato il classico brano alla Matteo: messo allegramente da parte ogni timida sperimentazione di Morgan, la canzone sanremese per eccellenza è servita. Impossibile: niente di nuovo, niente di originale, quindi successo garantito.
Infine i Bastard: rischiano seriamente di vincere X Factor. L’amor carnale è il modo perfetto per vincere: canzone che non rinnega le loro origini (ci mancherebbe), testo discusso ma non discutibile e inciso sorprendentemente a tormentone. Se riusciranno ad avere anche il supporto delle radio (ovvero se sapranno ben dosare il loro fattore boyband) è fatta.
Insomma, il miglior inedito è Briciole (cantata ieri sera da Noemi in veste di ospite, spettacolare), seguita a ruota dai Bastard Sons of Dioniso; parità tra Matteo e Daniele, Jury ultima ruota del carro. E più o meno simile è anche il giudizio di Mogol (idolo): l’arzillo settantenne ha più o meno stroncato tutti con insolita acutezza. Imparino i tre giudici ad essere così pungenti ma al tempo stesso oculati.

PS: Non potevo ovviamente non segnalare il singolo You’ve Got a Friend – disponibile su iTunes – il cui ricavato andrà interamente alle vittime del terremoto abruzzese.

Il pagellone della compilation finale di X Factor 2009

coverxfactorQuest’anno doppia compilation per X Factor: la prima è uscita un mese fa, la seconda Venerdì passato. Questa, perlomeno nelle intenzioni, dovrebbe essere quella definitiva, destinata a rimanere negli annali dei talent show; peccato che sembri più abbozzata della prima: insomma, la prima era un pochino più carina (a partire dalla copertina). Anche questa, comunque, si difende bene. Continua a leggere

X Factor: dodicesima puntata

Da ieri sera mi gira per la testa questa semplice equazione: Jury = nulla. Non è una stroncatura, non è un’inutile provocazione, ma semplicemente tra tutti i finalisti è l’unico a non trasmettermi nulla, né l’astio di Daniele, né le good vibrations di Matteo. E non è neppure una vendetta verso colui che ha eliminato Noemi: certo, c’è amarezza, ma l’uscita della laziale non era inimmaginabile. Non condivido la posizione presa dalla Maionchi, ma neppure mi sconvolge: Noemi era la mia preferita da tempo immemore e tale rimarrà. Il vero peccato è la mancata possibilità di esibirsi con l’inedito che, ne sono certo, avrebbe avuto tutte le carte per sfondare: la mancata promozione adesso potrebbe farsi sentire. Certo è che Noemi è la cantante discograficamente più appetibile e, sia che venga seguita dalla Sony che da Morgan, potrebbe fare molto. Umanamente poi si è dimostrata tanto eccezionale, che alla sua eliminazione tutti, dai giudici agli addetti ai lavori, si sono alzati per andare a salutarla.
Senz’altro l’uscita di Noemi favorirà soprattutto un concorrente: Matteo. Non me ne vogliano i Bastard, ma l’unico concorrente di Morgan è seriamente candidato alla vittoria. Anzi, dirò di più, io scommetterei proprio sulla vittoria del cantante livornese. L’importante è far uscire Daniele: la sua presenza era e rimane un mistero. Mi auguro la prossima settimana se ne vada al ballottaggio (temo ancora con Jury), sempre che la Ventura non si inventi altre scuse per giustificare le scarse esibizioni dei suoi. E che la minaccia dello spogliarello non influenzi il televoto.

X Factor: undicesima puntata

Laura è uscita nel ballottaggio contro Jury: la undicesima puntata di X Factor ci dimostra come le entrate work in progress siano perlopiù inutili. L’eliminazione era altamente prevedibile, meno la presenza in sfida del giovane bresciano: ennesimo candidato alla vittoria finale, Jury ha visto crollare le sue quotazioni tutte in un colpo. Poco contano le attestazioni di stima: la finale sarà una lotta tra Bastard Sons of Dioniso e Matteo. In modo particolare quest’ultimo ha un enorme potenziale, sfociato ieri sera nel duetto con Elisa Rossi, una delle poche unioni veramente vincenti. Ok, pure Noemi+Giops e Bastard+Farias sono stati divertenti, ma il vero feeling musicale era tra gli “adulti” del gruppo: tutti gli altri un pò sottotono. In particolare hanno fatto peggio del solito il già citato Jury (ombra di Ambra Marie prima, poco credibile nelle vesti del cantante impegnato poi) e Daniele (che pure non aveva fatto malissimo con Serena, ma è scivolato nell’autoreferenzialissima Stai Fermo Li).
Ospiti della puntata John Mayer, Amy McDonald (brava, ma sprecata a mezzanotte passata) e Mike Bongiorno (semplicemente folle, fuori dal tempo e privo di misura: è questo il dazio per la promozione a Rai Uno?). Se ne va invece, al momento dell’eliminazione, Morgan: reazione comprensibile, magari un po’ insofferente nei confronti di Laura rimasta sola sul palco. Facchinetti, che ricordiamo essere il conduttore rivelazione dell’anno, aveva infatti chiesto subito a Mara chi eliminare, togliendo il tipico effetto sorpresa: prontamente ridarguito da un po’ tutti, si è corretto chiamando ad esprimersi Morgan, il quale non ha visto di buon occhio l’ordine forzato per creare più pathos ed ha sbottato. Giustamente.