X Factor, quarta puntata.

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Quarta puntata di X Factor: il traguardo del primo mese è ormai vicino ed il talent dovrebbe cominciare ad entrare nel vivo. Esce Ornella ed è la prima perdita per Morgan: uscita scontata ed ampliamente prevista, un po’ ingiusta visto che l’ interpretazione di One era stata in fin dei conti la sua migliore esibizione (e la virata rock promessa dal Castoldi sarebbe stata interessante), senza contare che a sfidarla c’era Sofia, che è brava e può fare cose carine ma fino ad adesso è stata molto molto sottotono. L’evento della serata era però un altro: l’ospitata dei Tokio Hotel. Rigoroso playback, fan urlanti stipate un po’ ovunque – fuori e dentro lo studio – e una presentazione degna di leggende viventi della musica  (che sia per “scusarsi” del boato che avevano smosso nella puntata precedente?). L’altro evento, decisamente di minore impatto (non che sia facile essere di minor impatto dei Tokio Hotel), è stato il collegamento con l’ultimo concerto dei Pooh: scenetta un po’ imbarazzante, vista la discrepanza di target e il fastidioso sapore familiare (“Ehi papà” …), ma che tutto sommato è stata meno lunga del previsto. Per quanto riguarda le esibizioni, ha debuttato ufficialmente Mario (portando La Crisi dei Bluvertigo, ben fatta ma non così riuscita come era lecito aspettarsi), mentre vola dritto dritto verso la finale Marco: canta dannatamente bene, le canzoni sono sempre azzeccatissime e – lo ripeto per l’ennesima volta – è quello che potrebbe funzionare meglio fuori da X Factor. Psycho Killer poi è stata la miglior esibizione della serata, anche trascurando il look à la Sylar che – citazione o meno – era azzeccatissimo.

PS: E Claudia Mori? A parte un (insopportabile) filmato iniziale, nessuno ha più menzionato la sfuriata, le “sgarberie” e le minacce di abbandono che avevano tenuto banco sette giorni fa e che avevano scatenato l’attenzione di tutti i media. Mah.

Breve guida su come perdere la propria (poca) credibilità: il caso Tokio Hotel.

Sembra paradossale che proprio io debba scrivere un post in difesa dei Tokio Hotel. Un colpo di scena degno delle migliori pellicole, senza dubbio. E come in una delle migliori pellicole, c’è bisogno di un flashback: il fenomeno Tokio Hotel nasce a metà 2007, poco prima dell’estate. Questo blog comincia ad occuparsene a Luglio dello stesso anno, normale amministrazione: non si esaltano certo Bill Kaulitz e soci, ma non si va neanche giù pesante con gli insulti (cosa che invece non è mancata invece nei commenti). Torniamo ad oggi: è uscito da – relativamente – poco il nuovo singolo dei Tokio Hotel, tale Automatic. Non è un capolavoro e, se il buongiorno si vede dal mattino,  probabilmente il disco rasenterà a stento la sufficienza. Eppure i Tokio Hotel hanno un loro perché. Può sembrare assurdo, ma il caso Tokio Hotel (come il caso Lost ed il caso Finley) è reale: schiere di giovanissimi che, grazie a MySpace o MTV, SCELGONO un prodotto musicale da supportare, un prodotto che non viene imposto da Disney Channel o Amici. Sarà una banalità sulla scia del si stava meglio quando si stava peggio, eppure in un mondo di Miley Cyrus ed Alessandra Amoroso, i Tokio Hotel non sono neanche così male. Forse.

Nuove forme di viral marketing: Tom Kaulitz aggredisce una fan!

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Sembravano spariti, i Tokio Hotel. Di solito è quella la parabola discendente delle boyband e idoli delle ragazzine: esplodono con un album, escono le ristampe dei vecchi lavori, ma nel periodo di attesa per nuovo materiale nasce un nuovo fenomeno e ritornano nell’oblio. I Tokio Hotel, dicevamo, hanno deciso di puntare su altro per mantenere viva l’attenzione: prima la nomination a peggior gruppo dell’anno, adesso la denuncia per violenza. Tom Kaulitz, negli inediti panni di bad boy, avrebbe infatti picchiato una fan che avrebbe spento una sigaretta sulla macchina di lui che le avrebbe lanciato il chitarrista. Un trionfo di condizionali, insomma. Magari è la volta buona per farli imparare – i condizionali – alla Generazione Tokio Hotel.

PS: Anche le boyband nostrane non sono da meno: in corrispondenza del lancio del nuovo album, i Pooh hanno annunciato l’abbandono del batterista.

Qtrax, scaricare musica gratuitamente e legalmente

Sinceramente non sapevo dell’esistenza di Qtrax fino ad oggi. Il programma in questione promette, attraverso reti Peer to Peer, di far scaricare musica gratuitamente e legalmente: come con Downlovers, le etichette discografiche trarranno guadagno dalle pubblicità presenti nel software. A differenza del sito tutto italiano, pare che in questo caso gli annunci pubblicitari siano limitati a semplici banner e non a video decisamente più scomodi; inoltre sembra che Qtrax abbia ora accordi con la maggior parte delle etichette discografiche (Universal, Warner, EMI e Sony BMG), quindi quando sarà attivo al 100% potrà contare su un catalogo veramente immenso. Nel sito ufficiale si danno per già scaricabili Eros Ramazzotti, Feist, Lenny Kravitz, Alicia Keys e Tokio Hotel, ma il problema è proprio riguardo al funzionamento del software: attualmente è disponibile solo per Windows XP e Vista e lo stesso download non parte correttamente. Il lancio ufficiale, perlomeno in America, era previsto per ieri, 18 Giugno, ma ad oggi è ancora disponibile la versione beta: che si sia profilato qualche problema imprevisto?

Bill Kaulitz: «It’s raining man»

Quanto tempo è passato dall’ultima volta in cui ho parlato dei Tokio Hotel? Secoli presumo, erano ancora i tempi della loro prima hit internazionale, «Monsoon», e con un paio di post mi beccai una dozzina di insulti. Quindi, per tornare a parlarne, ci voleva qualcosa di davvero interessante: eccolo qua, il video di un giovanissimo Bill Kaulitz quattordicenne che intona «It’s raining man». Con questa canzone il cantante dei Tokio Hotel si piazzò in seconda posizione a Star Search, un talent show del 2003: a me fa tanta tenerezza, era poco più che un bambino e già si atteggeva a grande star. Se non fosse per i capelli (corti, o almeno mezzo metro in meno di ora) e qualche centimetro in più di altezza, a stento sarebbe distinguibile.
PS: Sulla canzone scelta non commento. Magari avrebbero potuto puntare su qualcosa di più adatto…

Traguardi

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Proprio ieri sera, non so a che ora, il contatore di WordPress ha segnato la 10.000 visita, un traguardo importante raggiunto in così pochi mesi: i primi articoli post-trasferimento sono infatti arrivati all’inizio d’Ottobre. Il boom l’ha fatto di certo Bill Kaulitz, che con i suoi Tokio Hotel, è stato quasi continuamente in vetta alle chiavi di ricerca più utilizzate, anche se ultimamente pure la giovane Jamie Lynn Spears sta dando numerose soddisfazioni.

E mentre il blog segnava i diecimila visitatori, il resto del mondo festeggiava l’arrivo del duemilaotto. Gli auguri, già fatti su Tumblr nonostante qualche problema, si rinnovano ovviamente pure qui: archiviato un anno piuttosto positivo come il 2007, vedremo cosa sapranno riservarci questi nuovi dodici mesi. Auguri.

God save Bill Kaulitz (and Bill Kaulitz save the bloggers)

C’era una volta una band pop chiamata Tokio Hotel. C’era una volta un blogger imberbe chiamato Maxxeo. C’era, il 5 Luglio, un post che accostava in maniera ironica il cantante del gruppo ad il più carismatico Sonic, porcospino di ludica importanza. Nel frattempo ci sono state 389 visite in quattro giorni (92 Mercoledì, 116 Giovedì, 91 Venerdì e 90 ieri) provenienti tutti da motori di ricerca che chiedevano a gran voce la stesse cosa: Bill Kaulitz, ovviamente tutto minuscolo perchè, si sa, la grammatica carampana è tutta k e vocali; le altre visite, invece, derivano da chiavi altrettanto originali come tokyo hotel, tom kaulitz, foto bill kaulitz. Non so se tutto questo deve inquietarmi o farmi piacere, fatto sta che un’orda di 400 carampane dei Tokio Hotel mi fa piuttosto paura…

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