Disney compra Marvel. E ora?

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La notizia è di quelle bomba e, statene certi, se ne parlerà a lungo: Disney ha appena acquistato Marvel. E la news, che uno potrebbe pensare interessi solo nerd e pochi più, si è conquistata la prima pagina di Corriere.it, oltre a suscitare un bel po’ di clamore pure su Twitter (in pochi minuti Disney, Acquire MarvelMickey Mouse e Wolverine sono già balzati in vetta ai trending topics). Ma a conti fatti cosa vuol dire il marchio Marvel in mano a Disney? Per ora niente, se non che le tasche della Disney saranno ancora più piene (non appena avrà ammortizzato i – rullo di tamburi – 4 miliardi di dollari spesi) e, cosa ben più importante, che i lungometraggi con protagonisti gli eroi Marvel (Spider Man, X Man, Iron Man, Hulk e i Fantastici Quattro, giusto per citare quelli che hanno sbancato il botteghino) potranno appoggiarsi alla Buena Vista per la distribuzione. Il pericolo però è un altro: il terrore neanche troppo infondato di una svolta disneyana nei fumetti Marvel. Non si tratta tanto di stravolgere le saghe già esistenti (sarebbe folle, visto l’enorme successo degli albi), quanto di realizzare prodotti paralleli di dubbia qualità: crossover del tipo Paperinik incontra Spiderman. Sperando che, nel politically correct di Disney, ci sia ancora spazio per una nuova Civil War.

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E’ l’ora del Web 2.0.1

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Sembra quasi incredibile: il web 2.0 sta vivendo una seconda vita. Se solo qualche mese fa (pure prima, a dir la verità) il futuro di Internet sembrava fosse nel fantascientifico tre punto zero, ultimamente i riflettori sono di nuovo puntati su alcune “vecchie” glorie. È il caso di Twitter, diventato un vero e proprio fenomeno un paio di anni dopo il primo exploit (tra l’altro fra qualche giorno pure il mio account spegnerà 2 candeline), e adesso anche Tumblr sta vivendo una seconda vita. Sono le statistiche ufficiali a dirlo: 250 milioni di pagine viste e 50 milioni di visitatori unici nel solo Luglio, 5.000 nuovi utenti e 650.000 post al giorno. Insomma, pare che l’unico a non passarsela benissimo sia Wikipedia: a quando la rivincita anche della enciclopedia online?

Influenza suina: Internet può sopperire ai silenzi della Politica?

La notizia di un affetto italiano dall’influenza suina, benché sia già guarito, fa paura. Fa paura perchè ci avevano promesso che l’Italia, sebbene fosse difficile crederlo, era totalmente libera dal virus: eppure qualcuno sapeva ed ha taciuto. La soluzione all’omertà della Politica però potrebbe esserci e risponde ancora una volta al nome di Internet. Una pagina apposita di Google Trends mostra come, nel mese di Aprile, in Messico ci sia stata una strana inversione di tendenza nella ricerca della keyword “Flu”, influenza. Un picco rilevabile ben prima delle prime notizie ufficiali e che, se non fosse rimasto inascoltato, avrebbe forse potuto salvare qualche vita. Difficile accorgersi in tempo di tutto ciò? No, affatto. Wired.it segnala la storia di Veratect, una start up di biosorveglianza americana, che avrebbe segnalato l’epidemia al Centers for Disease Control il 16 Aprile basandosi sulle informazioni rilevate via Twitter e blog messicani. Risultato: l’allarme non è stato considerato attendibile.

Lo strano caso di Twitter

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Twitter è stato creato nel marzo 2006 da una società di San Francisco, l’Obvious Corporation. #

Mi piaceva aprire così il post, sottolineando quella data in grassetto. Marzo 2006, sono tre anni esatti eppure il servizio di microblogging più famoso al mondo sta vivendo il suo boom proprio adesso, nel pieno del 2009. E la cosa più curiosa è che il boom è stato inaspettato, controcorrente. Erano le prime settimane dell’anno e pareva che Facebook, fresco di introduzione dello status online pubblico, ne fosse il successore naturale. Facebook ucciderà Twitter, così titolavano parecchi blog. Poi la notizia inaspettata: Twitter è cresciuto del 900% in un anno. E, in barba ad ogni previsione precedente, è stata Twitter mania. Demi Moore salva una suicida grazie a Twitter, Lindsay Lohan si lascia tramite Twitter, Ashton Kutcher è Twitter-dipendente. Non si parla di altro, addirittura il Corriere – lunedì passato – ha messo in home il logo azzurro per sottolineare come quella ancora in corso sia la prima catastrofe naturale 2.0. Un intervento magari fuori luogo, ma innegabilmente veritiero.
E proprio a questo riguardo, una settimana fa, il Guardian ha preparato un azzeccato pesce d’Aprile:

Edizione straordinaria: Il Guardian diventerà il primo quotidiano al mondo pubblicato esclusivamente su Twitter. #

Era volutamente esasperato, ovvio, ma non così folle come può sembrare ad una prima occhiata. I 140 caratteri di Twitter non sono poi molti meno di quelle delle più svariate agenzie, ma in compenso la velocità e la facilità di diffusione sono aspetti probabilmente irreplicabili al di fuori del network. Tanto che Google starebbe seriamente pensando all’acquisto. Che il futuro sia in qualche modo legato a Twitter?