Europee 2009

L’anno scorso, parlando delle elezioni, mi ero limitato a constatare – con non poca preoccupazione – il crescente consenso per una Lega Nord sempre più influente e intollerante. Oggi, dopo 14 mesi di governo (disastroso) e all’indomani di una tornata elettorale in cui tutti – a parole – sono vincitori e vinti, non posso che rinnovare le stesse parole. Stavolta però corredate da due link: quello di Davide e di un video di YouTube, perfette sintesi del nostro sistema politico.

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Susan Boyle, il talento che prevale sul personaggio. O il contrario.

boyle

Lo ammetto: Susan Boyle non è mai rientrata nelle mie simpatie. Brava è brava, ovviamente niente da ridire sulla voce, ma non riesco a credere ad un progetto che si fonda così palesemente sulla contraddizione: insomma, Susan Boyle, elevata a paladina del talento puro, mi pare soltanto uno dei tanti prodotti discografici/televisivi degli ultimi anni. Certo, può contare su una voce grandiosa, ma anche (e soprattutto) su un aspetto che – paradossalmente – l’ha spinta molto. Se Susan Boyle fosse stata una donna ordinaria, con un aspetto ordinario, con una storia ordinaria e una voce straordinaria forse non avrebbe sfondato in questo modo: invece, grazie ai provini per Britain’s Got Talent, Susan è diventata un personaggio. Che dietro ci fosse la stessa Boyle, l’entourage del programma o qualche casa discografica, quel video – tra i più visti di sempre su YouTube – l’ha presentata di fatto come la bruttina (un orco, addirittura) mai stata baciata e vittima del bullismo. Poco importa che la maggior parte delle notizie appena citate siano state smentite (e il trucco abbia poi fatto la sua parte), il fenomeno era già partito: qualche settimana fa Susan Boyle diventava star del web prima e della tv poi grazie alla spettacolarizzazione di una storia neanche troppo rara, ma che nessuno aveva mai raccontato. E, per carità, non c’è niente di male, ma non presentate la Susan imprecante o diva come la Cenerentola del Duemila.

2008 D.C.

2008

Anno nuovo, tempo di bilanci e amarcord sui 366 giorni appena passati. E che anno il 2008. E’ stato l’anno dei comeback, il ritorno del sintetizzatore di Britney Spears, lo scongelamento dei Bluvertigo, i nuovi album di Tiziano Ferro (di cui sto rivalutando tutta la discografia, segno che sto proprio male) e Baustelle. E, sempre musicalmente, è stato l’anno di X Factor, del successo di Giusy Ferreri, del flop di Sanremo 2008 e le polemiche di Sanremo 2009: dal parto di Thomas Batie e la vittoria di Luxuria all’Isola dei Famosi alla redenzione omosessuale di Povia. Fortunatamente lo Spettacolo del duemilaotto non ha partorito solo morti di fama (come il neo sposo Clemente Russo o la “provocatoria” Raffaella Fico), ma pure le seconde stagioni di Heroes e Ugly Betty, l’atteso Saint Seya Hades e lo spettacolo delle olimpiadi. Tutti contro il web: Mediaset contro YouTube, Ruggeri contro internet, magistratura contro The Pirate Bay. Nel mondo reale invece si sono decise le sorti degli Stati Uniti tra Obama e McCain (ma pure Hillary Clinton) e dell’Italia (sic) con le elezioni di Aprile: in quest’ultimo caso, decisamente più soddisfacenti i risultati degli WordPress Blog Award. Infine il 2008 è stato l’anno di WiiFit, del Cavaliere Oscuro, del gattino Virgola e dell‘iPhone; tra i nuovi nati di casa Apple però la vera sorpresa è stato l’iPod Nano 4G, regalo natalizio del sottoscritto, che si affianca agli insostituibili Nokia N73 e Acer Aspire 5715z. Mica male, no? 😉

Mediaset contro YouTube, follia italiana (e spagnola)

Non c’è limite al peggio: Mediaset ha citato in giudizio YouTube per appena 500 milioni di Euro. Ovviamente il motivo del contenzioso sarebbero i mancati diritti di trasmissione del sito web: dopo VCast, dopo aver fatto chiudere Nemici di Maria, il Biscione tenta pure l’attacco al colosso di Google. E, considerato l’esito dell’analogo processo fatto da TeleCinco (sempre sotto l’ala del biscione), con tutta probabilità sarà Mediaset a spuntarla.
Addirittura i legali del network televisivo hanno messo mano alle calcolatrici per quantificare il danno: sarebbero 315.672 i giorni di visione persi. Praticamente mille anni in meno di Rete 4, Canale 5 e Italia 1. Mica male.

Andando controcorrente, spererei in una vittoria di Mediaset. Magari senza che Google debba pagare una cifra del genere,  ma sarebbe interessante ripulire YouTube da tutti i filmati del Biscione e vedere le conseguenze sugli ascolti della prossima stagione. Vedere collassare Amici. O impedire a Studio Aperto di riciclare i video proprio di YouTube. Sarebbe la giusta punizione per chi non crede (o finge di non credere) nell’importanza di questi servizi.

Lo Zeitgeist 2007: le parole più cercate su Google

Lo Zeitgeist, oltre ad essere un album degli Smashing Pumpkins, significa pure spirito del tempo ed è il nome con cui Google rende note le classifiche delle chiavi di ricerca più usate. E finalmente sono arrivate pure quelle italiane dell’anno: a trionfare, manco a dirlo, è Beppe Grillo, il comico (non)blogger a cui va soprattutto il merito di aver fatto conoscere la parola blog al di là di Internet (peccato che sia stata un po’ fraintesa ^^). Seguono poi due servizi 2.0, Youtube e Badoo, mentre INPS e Agenzia delle entrate, occupano rispettivamente quarto e quinto posto. Sesto posto per MySpace, mentre il calcio compare alla settima posizione (Inter) e alla nona (Milan). Chiudono Alitalia (ottavo posto) e Superenalotto (decimo). Sotto il salto, le classifiche per categorie. Continua a leggere