Il blogger senza blog

Se c’è una cosa che non capisco è lo spazio che il Corriere della Sera da a Pippo Baudo. Se è lecito scrivere e dare risalto a dichiarazioni attinenti alla sua occupazione (la notizia di ieri riguardante Sanremo, ad esempio), mi chiedo perchè alle sue dichiarazioni attinenti alle varie notizie venga dato così tanto risalto.

Un esempio è il fattaccio che ha come protagonisti Baldini e Di Carlo, rispettivamente allenatori del Catania e del Parma, in cui il primo ha risposto all’offesa verbale con un calcio decisamente materiale! A riguardo di questa vicenda si è espresso il presidente della Figc Abete, ma il titolo nella home page fa riferimento alle dichiarazioni del presentatore, illustrando il tutto addirittura con una sua foto:

Baldini nella bufera per la pedata. Baudo: <<Un villano, vada via>>

Episodio analogo era successo sette giorni fa, quando venne scritto un intero articolo relativo all’intervista a Famiglia Cristiana, dove bacchettava Valentino Rossi e tutti gli altri evasori fiscali. Opinione che condivido in pieno, ma che mal si addice a chi, come lui, è stato travolto in passato da questi scandali: all’epoca l’argomento scotattante era relativo ad alcune sponsorizzazione in nero, che gli costò 200 milioni di lire. Il 4 Febbraio invece, durante una puntata di Quelli che il calcio e…, aveva pure criticato una Chiesa lontana dalla realtà, generando un vespaio di polemiche di ingenti dimensione.

Va detti quindi che, se da un lato queste sue opinioni sono condivisibili (io ad esempio sono d’accordo su quasi tutte) e lui ha tutto il diritto di farle, dall’altro sono pur sempre opinioni: in fondo se io voglio esprimere le mie opinioni lo faccio su questo blog. Sarebbe bello se pure lui, dopo MySpace e sulla scia di altri vip, ne facesse uno: gli argomenti non gli mancherebbero certo!

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Aspettando la finale del Festivalbar…

… è tempo di Festival di Sanremo 😉 . Se i conduttori sono già stati confermati da tempo (Baudo e Chiambretti, quest’ultimo promosso dal Dopofestival) e per fare i nomi dei concorrenti è davvero troppo presto (la kermesse comincia tra sei mesi!), Pippo Baudo ha già cominciato a parlare dei vari super ospiti italiani: da Biagio Antonacci a Laura Pausini, da Ramazzotti a Samuele Bersani e Irene Grandi. Per ora nessuna conferma, ma questi sono coloro che il conduttore vorrebbe avere e con cui dovrebbe essere già in trattativa. Il dubbio che però rimane è essenzialmente uno: se la presenza di ospiti internazionali è giustificata dal fatto che non possono partecipare alla gara, perchè i big della musica italiana non partecipano direttamente alla manifestazione?

Vittima del Digital Divide?

Questo post l’ho scritto offline. E allora? vi chiederete voi, considerando soprattutto il fatto che la maggior parte di quelli che compaiono su questo blog sono scritti proprio quando non sono collegato. Il fatto è che stavolta non è stata una scelta volontaria: Errore 691 dice il mio caro browser, che tradotto in italiano suonerebbe, pressappoco, come password e/o nome utente errati. Il problema è che invece tuttotorna: oltre ad aver inserito le voci corrette, niente è cambiato rispetto a stamattina, quando invece andava che era una meraviglia. Dov’è il problema? Ma soprattutto perchè farne un post? Semplice, molto semplice: guardando nei vari forum (con un altro pc, visto che solo il mio non naviga nemmeno dopo più tentativi) ho scoperto che il 27 Agosto 2005 è successo una cosa del genere a tutti quelli che si collegavano con Teleconomy Internet. Manco a dirlo, io mi collego proprio con la flat a 56k della compagnia telefonica. Il motivo del disservizio di quella volta (e pure di altre volte, ma colpendo meno persone per meno tempo) era probabilmente dovuto ad un sovraffollamento nelle centraline. O qualcosa del genere. Io, nelle fasi iniziali, pensavo fosse colpa di un bel dialer (soprattutto perchè tendeva a colpire solo uno dei miei due computer) fermato da Stop! Dialer, anti-dialer che tra l’altro vi consiglio senza remore, ma poi leggendo testimonianze dei vari disservizi riguardo a Teleconomy ho cambiato idea. E mi sono stufato. Insomma, il mio paese non è coperto dalla banda larga e, oltre a non aver accesso ad una tecnologia ormai essenziale, per risparmiare un po’ di soldi devo usare una tariffa flat che mi costringe sia a spendere uno sproposito (i 12 Euro al mese sono parecchi sopratutto se confrontati a quanto costano i medesimi servizi a velocità più elevate, sia a non avere neppure la sicurezza di potermi collegare sempre. Ciliegina sulla torta, quando mi collego devo convivere con l’angoscia dei dialer, problema facilmente evitabile con l’ADSL. Eppure no, qui Telecom non ha intenzione di mettere niente del genere, né ora, né probabilmente mai.

Lasciatelo pure lì, grazie

Di esempi di persone a cui la notorietà ha dato alla testa ne abbiamo a bizzeffe, basti pensare ai vari reduci dei vari Grandi Fratelli che spesso hanno abbandonato un lavoro stabile per rincorrere il sogno del successo; quello che probabilmente non avevamo ancora mai sentito è di qualcuno a cui la notorietà da alla testa ancor prima di essere sicuri che possa arrivare. Insomma sto parlando del Mago di Az, aspirante non famoso dell’Isola dei Famosi (e già questo la dice lunga…) che ha appena cominciato uno sciopero della fame; il motivo non è certamente dei più edificanti: vuole assolutamente entrare nel cast dell’Isola.
Donald Velgari, questo il vero nome del cabarettista, da ieri è in un’isola artificiale nei pressi di Savona (più precisamente nella Vecchia Darsenia), appoggiato dalle autorità portali e sopratutto dai bagni marini, che avranno il loro, discreto, guadagno visto che l’impresa dell’uomo è ben visibile pure dalla banchina. Senza dubbio un ottimo modo per farsi e fare pubblicità: infatti, anche se non naufragherà alle Hounduras (cosa comunque poco probabile, visto che ha già passato le prime selezioni) rimarrà noto per questa vicenda e verrà sicuramente reclutato per qualche ospitata nelle varie appendici dell’Isola (da leggersi come L’Italia sul 2, La Vita in Diretta e affini). Certo la vera fama è ben altra, ma non si raggiunge certamente vivendo per cinquanta giorni su un’isola semi deserta.

Knut è morto

Non oso immaginare il servizio, probabilmente dai toni indignati, che Studio Aperto dedicherà a questa notizia, apparsa oggi su Quotidiano.net. Il protagonista infatti è il celebre (?) orsetto Knut che, oltre che essere la star dello Zoo di Berlino, è una delle principali fonti di notizie dello pseudo-tg di Italia 1. E la notizia è di quelle bomba: Knut è stato ucciso.
Naah, era una bugia. In realtà è solo un fotomontaggio assai provocatorio di Jon Kessler, artista statunitense, che ha modificato e stampato la foto del candido Knut per attaccarlo ad una gigantografia di Bush. Il motivo? No, Studio Aperto non c’entra, è solo una riuscita similitudine: “I tedeschi amano Knut, gli americani amavano Kennedy. Knut più cresce più diventa aggressivo, l’America più cresce più diventa aggressiva.”. Che dire? La mossa è sicuramente azzeccata e provocatoria e, probabilmente, porterà non poca pubblicità alla New York – States of Mind, la mostra dove questa singolare opera è esposta!

Come ha inguaiato internet (e il lettore)

E’ acquisto recente questo Come ho inguaiato internet, libro uscito a Ottobre dell’anno passato per la neonata collana Neon!. Un libricino con una copertina di quella che piace a me, sfondo bianco, scritte arancio fosforescenti e un’illustrazione tanto carina quanto incomprensibile. Con un argomento non ancora sovrasfruttato, Ciro Ascione ci introduce nel lato buio delle community: false identità, rimozioni di account ma sopratutto fake, flame e troll. In realtà più che introdurre, butta il lettore nelle terminologie del web, inserendo solo qua e là qualche definizione per rendere comprensibile il tutto a coloro che con internet non hanno un rapporto poi così idilliaco. Il libro si presenta come un manuale di maleducazione creativa in Rete, ma (per fortuna?) non si prodiga tanto nell’insegnamento: qua e là abbozza qualche utile (?) strategia, ma alla fine a prevalere sono più le descrizioni degli atti incriminati. Arriva addirittura a citare un flame che è stato rivolto a se stesso, che in sintesi (e molto più acidamente) critica il troppo attaccamento ad un libro, ed ai relativi complimenti che si aspetta, che non vale niente. In realtà, almeno ad un primo approccio, pare che tutto il libro soffra di un inequivocabile egocentrismo: Come ho inguaiato internet pare proprio come un elenco delle “avventure” di Ascione, alternato a qualche superficiale insegnamento. Che sia così o meno, resta il fatto che le 160 e passa pagine sono divertenti e godibili. L’unico dubbio sono se vale la pena di spendere i 10 Euro di copertina, soprattutto considerando che una buona parte di esse contengono vari esempi di fake facilmente reperibili online, ma d’altronde è lo stesso autore che, dalle pagine del suo libro, consiglia ai lettori insoddisfatti di consolarsi pensando agli mp3 scaricati gratuitamente e illegalmente da eMule.

Personalmente non posso consolarmi con brani mai downloadati, ma fortunatamente non ho niente da farmi consolare, visto che in compagnia di questo libercolo ho passato una piacevole mezza giornata di mezza estate. E già che ci sono vi posto pure il link a una piccola intervista che l’autore ha rilasciato a La Stampa. Questo è tutto da un improvvisato recensore in cerca di (fondati) insulti.

No kid, no party? Non secondo alcuni

Curiose le due notizie che campeggiano nella stessa (prima) pagina del Corriere.it: da una parte un estratto di No Kid, libro anti-maternità, dall’altra la curiosa vicenda di una coppia un po’ troppo distratta. Riguardo al primo caso si parla di un libro, nel 2008 in Italia grazie a Bompiani, scritto dalla psicanalista francese Corinne Maier dove viene portata avanti la teoria per la cui non bisognerebbe fare figli, supportata da 40 motivazioni. La lista pare più scritta da un blogger nel pieno della noia estiva che da un professionista: si passa dai quasi comprensibili “il parto è una tortura” e “perderete i contatti con gli amici” ai “i figli costano” e “ci sono già troppi bambini sul pianeta”. Più inquietanti sono i “sarete inevitabilmente delusi dai vostri figli” e “i figli vi portano in tribunale senza pensarci un secondo”. Chissà se invece avrebbero voluto seguire i consigli della Maier i coniugi che, nella serata di Ferragosto, hanno dimenticato la figlia in un ristorante di Algero. I due, dopo la loro cena, erano usciti per una passeggiata lasciando la piccola sola; il personale si è subito mobilitato, cercando nei pressi e telefonando al 112. E proprio ai Carabinieri i genitori avevano telefonato, comunicando la scomparsa della piccola. In questo caso a rimetterci non sono stati certo, come predica la Maier, i figli, bensì proprio la piccola arrivata alla ribalta delle cronache per un giorno.