I grandi classici del web

Qualche tempo fa scrissi un post su Olly Moss, l’illustratore che aveva riletto le cover di alcuni videogiochi come fossero copertine di bestseller letterari. E non è escluso che Stéphane Massa-Bidal si sia liberamente ispirata proprio a quei lavori per realizzare il suo Web Services Covers Therapy: una serie di poster in cui i principali social network (da Facebook a YouTube, da Twitter a Last.fm) sono reinterpretati come fossero grandi classici della letteratura. Potete vederli tutti su Flickr ed eventualmente acquistarli nei diversi formati.

[via Super Punch e DesignerBlog]

Perchè la bellezza è un talento (e quindi Miss Italia sarebbe un talent show?)

millycarlucci

Non so perchè parli di Miss Italia, che storicamente è l’evento più noioso (anche se questo è uno dei video più esilaranti di sempre) e inutile (anche se ha lanciato personaggi del calibro della Chiabotto, della Balivo o della Leone) (appunto…) della televisione italiana, oltre che avvilente per l’intero universo femminile. Eppure quest’anno pare esserci l’intenzione di cambiare davvero pagina: la presenza di Milly Carlucci in qualità di conduttrice, direttrice artistica e novella rivoluzionaria dovrebbe parlare da sola. Tanto da uscirsene con propositi davvero nobili:

Non ci sentirete mai chiamare una ragazza con un numero, le miss si chiameranno con il loro nome, non la numero 1 o numero 60. Abbiamo quindi abolito il numero di identificazione perché è una questione di rispetto e di dignità. Le miss sono persone, non numeri e sono ugualmente riconoscibili senza questi.

Qualcuno potrebbe obiettare che se vai a fare un concorso di bellezza, che t’incorona la “Più bella d’Italia” e in cui l’unica cosa da valutare – guarda caso – è la bellezza, non puoi aspettarti poi molto di più. Ma vabbè, ognuna ha una sua personalità, brava Carlucci. Salvo poi che:

E tra le nebbie che avvolgono Salsomaggiore in questi giorni, affiora anche qualche altra notizia sulla scaletta del programma che vedrà le 60 ragazze divise in quattro gruppi da 15 così denominati: romantiche, sportive, vamp e trendy. Questa divisione per categorie servirà per far emergere la personalità, il carattere ed il talento di ciascuna delle aspiranti al titolo di reginetta d’Italia 2009. (TvBlog, 29/08/09)

Cara Milly Carlucci: quale personalità, carattere o talento dovrebbe sottointendere la partecipazione ad una delle quattro suddette categorie? Alla fine era molto più dignitoso un “concorrente numero 60” che un “concorrente vamp”, no?

PS: Ma visto che bisognava proprio svecchiare Miss Italia, i fondi per un nuovo sito web erano già finiti?

Mondi di caratteri (e fiumi di parole)

worldoftext

E’ curioso, l’anno scorso – più o meno di questi tempi – segnalai un sito del genere: si trattava di Lunchtimers e permetteva di giocherellare su una lavagnetta magnetica con il resto del mondo in tempo reale. A distanza di poco più di un anno Downloadblog mi ha fatto conoscere Your World of Text: il concetto è lo stesso, ma la lavàgnatta (per dirla alla Ventura :P) e le scomodissime lettere magnetiche sono state sostitute da una più pratica pagina di testo. A perderne è lo stile, ne converrete, però rimane un’altro passatempo deliziosamente inutile. Senza contare che – easter egg? – è possibile creare il proprio mondo aggiungendo dopo l’indirizzo http://www.yourworldoftext.com/ il nome della vostra pagina personale visibile e personalizzabile da chiunque. L’estate sta finendo, è vero, ma la voglia di inutility non passa mai! 😀

McDonald’s Video Game

mcdonald

Tranquilli, McDonald’s non si è (ancora) data ai videogiochi. Quel “Video game” del titolo però non è lasciato al caso: è un progetto rigorosamente non ufficiale e pure vecchiotto, ma non per questo meno attuale o interessante, anzi. Lo scopo di questo giochino in flash (perché alla fine di giochino in flash si tratta) è mandare avanti un McDonald tutto nostro: si tratta di investire in terreni – da suddividere poi tra coltivazioni e allevamenti – nutrire e macellare le bestie, gestire il personale del punto vendita ed elaborare le giuste. A metterla così sembrerebbe uno dei tanti gestionali, oltretutto privo di una licenza ufficiale, invece è l’irriverenza a fare la differenza. Perché essenzialmente Mc Donald Game, ancor prima che un passatempo senza pretese, è un’enorme presa per i fondelli alla catena di fast food. I pochi terreni disponibili non sono sufficienti? Basta corrompere il sindaco o demolire un villaggio o distruggere la foresta adiacente per aumentare le proprie proprietà. E se qualche noiosa associazione noprofit cominciasse a protestare facendoci cattiva pubblicità, bè, si tratterebbe di corrompere qualche personalità di spicco per riconquistare l’opinione pubblica. O di optare per una nuova campagna pubblicitaria. Stessa cosa per gestire animali e dipendenti: scarti industriali e mobbing sono la ricetta perfetta per il successo. Divertente, no?

You’ve won the lottery!

Immaginate: accendente il vostro bel computer, aprite il vostro browser di fiducia, andate su GMail (o su qualunque altra casella di posta) e trovate la fatidica mail. Hai vinto 40 milioni di dollari alla lotteria. La reazione di qualsiasi persona dotata di buon senso sarebbe maledire i poco efficenti filtri antispam di Gmail (o di qualunque altra casella di posta) e cancellare manualmente la mail. Niente di più sbagliato: ad un uomo di Sydney è successa la stessa cosa. Solo che, fortuna per lui, prima di cancellare il presunto spam ha cercato su Google il numero del suo biglietto, scoprendo che la vincita era reale. E guadagnando tutto d’un colpo 40 milioni di dollari. Colpa della moglie che, comprando il biglietto, non ha lasciato né indirizzo reale né numero di telefono, ma soltanto l’indirizzo email: la NSW Lotteries si è quindi trovata costretta a comunicare la straordinaria vincita via internet. Chissà se anche i tedeschi che hanno vinto un viaggio in Italia per giocare al Superenalotto scopriranno della loro eventuale (speriamo improbabile!) vittoria via web…

L’hai voluto Internet? Ora pedala!

cyclette

Per quanto mi riguarda potrebbe essere l’invenzione del secolo: WebCycle è l’anello di congiunzione tra internet e fitness. In realtà si tratta di un progetto fatto in casa da due ragazzi di buona volontà (Matt Grey e Tom Scott), composto di una cyclette collegata a dei sensori Arduino e ad un laptop su cui gira Ubuntu: tanto più si pedala, tanto più veloce va internet. Il funzionamento lo potete vedere in questo video (che poi è lo stesso in fondo al post): l’ho sempre pensato io, per incentivare al movimento ci vogliono forti motivazioni. E quale miglior mezzo di persuasione per spronare il blogger medio?

E’ l’ora del Web 2.0.1

tumblr

Sembra quasi incredibile: il web 2.0 sta vivendo una seconda vita. Se solo qualche mese fa (pure prima, a dir la verità) il futuro di Internet sembrava fosse nel fantascientifico tre punto zero, ultimamente i riflettori sono di nuovo puntati su alcune “vecchie” glorie. È il caso di Twitter, diventato un vero e proprio fenomeno un paio di anni dopo il primo exploit (tra l’altro fra qualche giorno pure il mio account spegnerà 2 candeline), e adesso anche Tumblr sta vivendo una seconda vita. Sono le statistiche ufficiali a dirlo: 250 milioni di pagine viste e 50 milioni di visitatori unici nel solo Luglio, 5.000 nuovi utenti e 650.000 post al giorno. Insomma, pare che l’unico a non passarsela benissimo sia Wikipedia: a quando la rivincita anche della enciclopedia online?